Tutti assolti. Dopo 11 anni lo scorso 18 dicembre è stata messa definitivamente la parola fine all’inchiesta Toghe Lucane, che ha visto al centro del filone d’inchiesta la struttura turistica Marinagri. Un complesso di isolotti con case, porto, campi da golf, tanto che era stata definita la Venezia del sud, adesso potrà vedere la luce. La sentenza di assoluzione, per il presidente di Marinagri, Enzo Vitale, il figlio Marco Vitale, l’allora sindaco di Policoro, Nicola Lopatriello, e altre persone, è passata in giudicato, dopo che nello scorso mese di giugno il giudice della Corte d’Appello del tribunale di Catanzaro aveva assolto tutti gli imputati “perchè il fatto non sussiste”. Un iter spiegato questa mattina in conferenza stampa da parte di uno dei legali dei Vitale, Riccardo Laviola. “Dopo aver affrontato due gradi di giudizio e due sequestri preventivi, con altrettante assoluzioni, la Procura di Catanzaro, ha fatto ricorso in Cassazione. Un fatto che ci ha imposto di richiedere un atto di rinuncia perchè formulata fuori dai termini prescritti dalla legge. Così il 30 novembre abbiamo presentato istanza per richiedere rinuncia di impugnazione e il 18 dicembre il sostituto procuratore Eugenio Facciolla ha scritto alla suprema corte dichiarando chiusa la vicenda”. Una storia che per il fondatore di Marinagri, Enzo Vitale, “ha fatto piangere tanta gente. Sono state 48 le aziende messe in gionocchio e molte non sono sopravvissute a questo Tsunami giudiziario e 2000 persone sono state licenziate quando il cantiere fu messo sotto sequestro”. Parole dure quelle che usa invece il figlio Marco quando sottolinea che “nessuno deve ora gettare dubbi sulla sentenza. Non si può dire che questa sentenza sia frutto del trasferimento del pm De Magistris, che ha svolto il 90% del suo lavoro. Rimaneva solo da interrogare gli accusati e la fase dibattimentale, ma l’impianto accusatorio era rimasto lo stesso di quello da lui costruito. Non intendo però rispondere ad anni di fango che ha interessato le nostre persone”. Adesso possono ripartire i lavori a pieno regime. Tre anni di tempo persi che hanno portato a uno slittamento della data di conclusione della realizzazione del progetto. Entro il 2016 però tutto dovrebbe essere pronto. “Se dovessimo elencare tutti i danni fatti da questa inchiesta non basterebbe una vita – ha scherzato Enzo Vitale -. È stata danneggiata l’intera Regione Basilicata. Avevamo investito ingenti risorse per portare la Basilicata nel mondo e invece è stata fatta azione di demolizione. Faremo tutto il necessario per rilanciare Marinagri. Siamo la realtà più significativa, chi non lo vuol comprendere è un cieco. E per questo da oggi in poi vogliamo portare avanti due progetti: finire questa città (quando siamo stati fermati eravamo all’apice, poi ci siamo trovati dopo i dissequestri in una crisi globale) e costituire un gruppo di lavoro per rivendicare legittimamente i danni subiti. In questi anni non ci siamo fermati, abbiamo continuato a lavorare. Sono tre anni che abbiamo ripreso i lavori spendendo 12 milioni di euro. Quello che abbiamo fatto subito dopo il dissequestro è stato di pagare 9 milioni di euro alle banche di interessi per mutui e per rinegoziare contratti che avevamo fatto. Fino alla fine dell’opera faremo 150 milioni di euro di investimento, grazie anche all’arrivo di nuovi soci internazionali”. In totale il danno subito da questa inchiesta, secondo quanto riportato dall,Azienda Marinagri, ammonterebbe a 22 milioni di euro, a cui se ne aggiungono 10 che devono essere stanziati dallo Stato. “Subito dopo l’8 agosto 2008 – sottolinea Marco Vitale – il pm De Magistris inviò al ministero dello sviluppo economico, chiedendo la revoca contributo. Per fortuna siamo riusciti a bloccarla e salvare il finanziamento. In caso contrario vista l’assoluzione, avremmo avuto un daddo superiore che si sarebbe aggirato intorno ai 35 milioni di euro, rispetto agli attuali 22. Per tutto ciò dobbiamo ringraziare i nostri avvocati Casalinuovo e Laviola”. Soddisfatto di come si è conclusa la vicenda anche l’allora sindaco Lopatriello, che oltre a ringraziare il suo collegio difensivo formato dagli avvocati Vinci e Lista, ha sottolineato come “oggi si metta un bollo di legalità agli atti che abbiamo fatto in difesa di Marinagri”.

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