AdiconsumMatera

La scrivente dott.ssa Marina Festa, in qualità di Presidente Provinciale dell’Adiconsum di Matera, Associazione Difesa Consumatori, con sede in Via Ettore Maiorana, 31, cap. 75100 – Matera, espone quanto di seguito riportato:

l’associazione, tramite l’avv. Giuseppe Tedesco, del foro di Matera, rappresenta e difende centinaia di automobilisti che, a partire dal mese di dicembre 2015 e sino a febbraio 2016, hanno ricevuto la notifica, da parte della Polizia Municipale del Comune di Montescaglioso (MT), di verbali di contestazione per presunta violazione del codice della strada accertata con autovelox installato in modalità remoto sulla Strada Provinciale 3 al Km 14.

La suddetta Strada Provinciale, di proprietà della Provincia di Matera, non è riportata nel Decreto della Prefettura di Matera Prot. n. 1290/01/35846/12 AREA III del 10 dicembre 2012 con il quale il Prefetto della Provincia di Matera aveva individuato, in rispetto alle norme regolatrici la materia, le strade sulle quali sarebbe stato possibile l’installazione e l’utilizzo dei dispositivi e dei mezzi tecnici di controllo del traffico, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni di cui agli artt. 142 e 148 del CdS, senza l’obbligo della contestazione immediata.

Per mero rigore espositivo si deve far rilevare che l’installazione dell’apparecchiatura elettronica Mod. Velomatic 512 D, utilizzata dalla Polizia Municipale di Montescaglioso ma di proprietà dell’A.C.I. di Matera, funzionante in modalità automatica senza la presenza degli organi di Polizia Stradale, è palesemente illegittima e in contrasto con quanto previsto dall’art. 4 l. 168/2002 ove è detto: I predetti dispositivi o mezzi tecnici di controllo possono essere altresì utilizzati o installati sulle strade di cui all’articolo 2, comma 2, lettere C e D, del citato decreto legislativo, ovvero su singoli tratti di esse, individuati con apposito decreto del prefetto ai sensi del comma 2″.

Centinaia di ricorsi presentati del nostro legale, avv. Giuseppe Tedesco, avverso i verbali per violazione del Cds inviati dalla precitata Amministrazione, sono stati opposti sia innanzi all’Ufficio del Giudice di Pace di Matera, territorialmente competente, sia innanzi al Prefetto di Matera, e i motivi rappresentati nei ricorsi hanno quale presupposto di base la mancata indicazione della strada provinciale 3 nel decreto prefettizio prot. n. 1290/01/35846/12 area III del 10 dicembre 2012, ancor oggi valido per il territorio della Provincia di Matera.

Le prime sentenze del Giudice di Pace di Matera e i primi provvedimenti del Prefetto hanno accolto le istanze dei cittadini disponendo l’annullamento dei verbali di contestazione opposti e le motivazioni dell’accoglimento dei ricorsi possono essere così brevemente riferite:

Prefettura di Matera: accoglie i ricorsi con le seguente motivazione:

Ritenuto, pertanto, che su tale nuova arteria, non ricompresa nel decreto n. 1290/01/35846/12 del 10 dicembre 2012, non possono ritenersi validamente accertate violazioni mediante l’utilizzo di sistemi di rilevamento remoto, in assenza di immediata contestazione della violazione … accoglie il ricorso e dispone l’annullamento del verbale …”

Giudice di Pace Avv. Vincenzo Moramarco: accoglie i ricorsi con la seguente motivazione:

Ritenuto che dai verbali opposti risulta che la SP 3, menzionata nel detto verbale, non è individuata nel decreto dle Prefetto di Matera prot. n. 1290/01/35846/12 Area III del 10.12.2012, per cui non sussiste l’esonero della contestazione immediata ai sensi dell’art. 201, comma 1/bis, lettera f) del C.d.S.;

“considerato che gli agenti accertatori, in mancanza di indicazione nel provvedimento prefettizio, non sono esonerati dall’obbligo della contestazione immediata della violazione”

“accoglie il ricorso ed annulla il verbale …

“condanna il Comune di Montescaglioso (MT) al pagamento delle spese e compensi legali liquidate in €uro 143,00 di cui € 43,00 per spese borsuali.

Contravvenendo a ogni logica giuridica, ma sopratutto dimostrando una grave ed evidente mancanza di conoscenza della legislazione in materia, il Giudice di Pace Giovanni Savino, che svolge le sue funzioni sempre nell’Ufficio del Giudice di Pace di Matera, ha ritenuto, con assurde motivazioni riportate nelle sue sentenze di non accogliere i ricorsi rigettando le relative domande.

È evidente che le sentenze emesse dal Giudice di Pace Savino, saranno oggetto di impugnazione al fine di ottenere la riforma delle stesse ma, a parere della scrivente Associazione, assume notevole importanza la rappresentazione di fatti e momenti storici onde evidenziare aspetti e comportamenti, che vengono sottoposti alla Vostra attenzione e valutazione, e che hanno generato confusione non solo tra i cittadini, vittime di decisioni palesemente errate, ma anche tra gli stessi operatori del diritto che hanno manifestato il loro disappunto evidenziando la grave incertezza del diritto su questioni pacifiche e acclarate.

In data 29 febbraio 2016 il Giudice di Pace Vincenzo Moramarco, ha pronunciato il primo dispositivo, con deposito della relativa sentenza, di accoglimento in materia di ricorsi avverso i verbali di contestazione per presunte violazioni accertate con il modello autovelox sopra indicato.

Anche il Prefetto, a distanza di alcuni giorni, ha emesso i primi provvedimenti di accoglimento.

Il giorno 7 marzo 2016 innanzi al Giudice di Pace Savino, furono chiamate le prime cause aventi a oggetto i ricorsi avverso i già richiamati verbali, e il predetto richiedeva agli avvocati presenti in sala udienza, e accompagnati anche da loro assistiti, se vi fossero stati provvedimenti resi dal Prefetto.

L’avv. Tedesco, in rappresentanza dei nostri associati, rappresentava che vi era già stata una decisione dell’Ufficio che aveva disposto l’annullamento dei verbali, tanto che era stata data anche notizia sulla stampa locale, e che il Prefetto di Matera aveva disposto, in via gerarchica, l’annullamento dei verbali.

Il Giudice di Pace Savino, preso atto di quanto rappresentato, conveniva sul fatto che anche lui si sarebbe uniformato alla decisioni del Prefetto, ritenendole più significative di quelle del collega, e per tale motivo riteneva di rinviare tutte le cause relative ai verbali di contestazione a una nuova udienza per la precisazione delle conclusioni e per la discussione e decisione, e fissava detta udienza per il giorno 11 aprile 2016.

Anche alla successiva udienza, tenuta in data 9 marzo 2016, il Giudice di Pace Savino, si comportava allo stesso modo ribadendo che in attesa del provvedimento ufficiale del Prefetto, al quale avrebbe voluto uniformarsi, era opportuno disporre un rinvio ad altra udienza fissata il giorno 18.04.2016.

Invece, a distanza di qualche giorno, precisamente all’udienza del 14 marzo 2016, pur evidenziando che, per i ricorsi avverso i verbali, si trattava di “questione di mero diritto”, invitava gli avvocati a precisare le conclusioni poiché avrebbe letto il dispositivo in udienza essendo la questione oramai chiarita.

Per tutti gli avvocati e le parti presenti risultava pacifico, stando a quanto detto dallo stesso Giudice di Pace Savino, nelle precedenti udienze e a quanto rappresentato nella stessa giornata, che sarebbero stati emessi provvedimenti di accoglimento dei ricorsi.

Ebbene, circa mezz’ora dopo, il Giudice di Pace Savino, rientrando in sala di udienza, procedeva alla lettura del dispositivo e rigettava i ricorsi condannando i ricorrenti al pagamento delle spese quantificate in € 330,00 oltre accessori di legge.

Al termine della lettura dei dispositivi, l’avv. Tedesco, con modi e termini educati e garbati, rappresentava il proprio dissenso, preannunciando che le sentenze sarebbero state appellate, e riprendendo la propria borsa professionale salutava e educatamente usciva dalla sala.

Nel mentre il Giudice di Pace Savino, asseriva di avere scritto ben sei pagine di motivazioni per la sua sentenza.

Nella sala di udienza rimanevamo altri avvocati e cittadini che avevano un diverbio con il Giudice di Pace avendo manifestato il loro dissenso alle decisioni rese.

Nelle successive udienze il Giudice di Pace Savino, ha continuato a emettere sentenze di rigetto depositando in data 21.03.2016 le motivazioni delle prime sentenze emesse.

Nel ribadire che dette sentenze saranno oggetto di appello e che non si intende entrare nel merito del “diritto” , si deve far rilevare che le sentenze sono composte da 2 e non da 6 pagine come preannunciato dal Giudice di Pace Savino, e che nelle stesse quale motivo n. 2 viene testualmente riportato:

Mancata indicazione della strada sul Decreto Prefettizio. Come ribadito dalla Cassazione Civ. con sentenza n. 6432 del 21 gennaio – 19 marzo 2014 non è necessario il decreto del prefetto per la validità delle sanzioni. Gli organi di polizia giudiziaria hanno competenza estesa all’intero territorio comunale ed anche, quindi, su strade provinciali o statali al di fuori del centro abitato. Ne deriva che gli accertamenti di violazione del c.d.s. da essi compiuti in tale territorio devono ritenersi per ciò stesso legittimi sotto il profilo della competenza dell’organo accertatore, restando l’organizzazione, la direzione e il coordinamento del servizio elementi esterni all’accertamento, ininfluenti su detta competenza (Cass. n. 21523/2011; Cass. n. 21021/2011; Cass. n. 9497/2011; Cass. n. 9478/2011; Cass. n. 5771/2008).

Il Giudice di Pace Giovanni Savino ignora completamente quanto previsto dall’art. 4 l. 168/2002, già sopra richiamato, omettendo su tale aspetto ogni pronuncia e argomentando, invece, su questioni non poste in discussione.

Si deve altresì segnalare anche la mancanza di rispetto verso i ricorrenti e i loro difensori allorquando lo stesso Giudice di Pace, avv. Savino, nelle sentenze scrive ” La facile euforia per la sentenza n. 113/2005 della Consulta è fuori posto” .

È evidente l’allusione al fatto che tutti, cittadini e avvocati, ritenevano acclarati e fondati tutti i motivi rappresentati nei ricorsi.

Paradossale risulta anche la condanna alle spese disposte con le sentenze di rigetto atteso che il Comune di Montescaglioso, pur costituendosi in giudizio, non è mai comparso alle udienze, e detta condanna è evidentemente sproporzionata: ma anche tale aspetto sarà oggetto di appello.

Pertanto, la scrivente, in qualità di Presidente dell’Adiconsum Provinciale di Matera, espone la grave situazione che si è creata a seguito delle “strane” decisioni assunte dal Giudice di Pace di Matera Giovanni Savino, che non solo ha creato confusione fra i cittadini e gli operatori del diritto, ma addirittura ha generato grande sfiducia nell’operato e nella credibilità dell’Ufficio, considerato che si assiste a decisioni diametralmente opposte su presunte violazioni al Codice della Strada e su fatti e circostanze del tutto simili e che non possono essere oggetto di valutazioni e decisioni diverse in considerazione del fatto che le motivazioni addotte nei ricorsi sono le stesse.

Tutto ciò costituisce una vera e propria ingiustizia sociale giacché è sono la fortuna o il caso (assegnazione del fascicolo a un giudice piuttosto che ad un altro) a decidere se le ragioni di un cittadino possano essere accolte o meno, come se si trattasse di giustizia lotteria.

Non si deve tralasciare un ulteriore aspetto inquietante: numerosi cittadini hanno presentato due o più ricorsi, per le stesse violazioni commesse a distanza di tempo nello stesso luogo, ottenendo l’assegnazione dei ricorsi al Giudice di Pace Giovanni Savino, e ad altro Giudice di Pace dell’ufficio che si è pronunciato per l’accoglimento.

Ancora cosa dire ai cittadini che hanno ottenuto un provvedimento di accoglimento dal Prefetto mentre per un altro verbale, avendo presentato ricorso all’Ufficio del Giudice di Pace, hanno visto assegnarsi il Giudice di Pace Savino ?

Incertezza del diritto e ingiustizia sociale sono gli aspetti che i cittadini e gli operatori del diritto, hanno percepito e continuano a percepire dal comportamento e dalla errate decisioni assunte e che saranno assunte dal Giudice di Pace Savino.

La sottoscritta chiede la personale audizione da parte delle Autorità in indirizzo, onde meglio esporre e rappresentare quanto esposto. Chiede che vengano adottati i necessari e opportuni provvedimenti, anche in via di urgenza, al fine di evitare ulteriori e gravi ripercussioni sui cittadini e sugli operatori del diritto.

Restando in attesa di conoscere i provvedimenti adottati, ringrazia e porge doverosi ossequi.        

Matera 16/04/2016

IL PRESIDENTE PROVINCIALE

Marina Festa

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