Noscorie Trisaia e Medierraneo NS hanno inviato al Ministero dell’Ambiente e al Ministero dello Sviluppo Economico, le ennesime osservazioni contro il progetto DR74AP della Appenine Energy di perforare il pozzo Liuba . La procedura di valutazione d’impatto ambientale riguarda la realizzazione di un pozzo petrolifero vicino all’area archeologica di Sibari, tra due aree sic e vicino al più grosso villaggio turistico della Calabria jonica, popolato anche d’inverno, i laghi di Sibari.
La Magna Grecia dopo l’ultima richiesta tra Pisticci e Bernalda della Canoel srl, che chiede all’UNMIG la proroga della concessione San Teodoro di Pisticci, in precedenza sospesa (lo ricordiamo che è presente nell’area già un pozzo denominato S.Teodoro 1 DIR ST), che non facendo mistero di voler continuare a estrarre gas a poca distanza da Metaponto e dalle tavole Palatine, si conferma a rischio trivellazioni con la procedura di VIA del Pozzo Liuba vicino l’area archeologica di Sibari. Altro che propaganda della politica locale su un ipotetico parco della Magna Grecia che il governo del ministro Franceschini potrebbe concedere alla Basilicata o ad altre regioni. Il ministro Franceschini aveva già dimostrato con il suo benestare all’air gun nel mar Jonio con i pareri MIBAC ad altri permessi e prospezioni di ricerca petrolifera (Schlumberger, Enel L Global Med) di non aver preso in considerazione le richieste di cittadini e dei comuni di salvaguardare dall’air gun la magna Grecia del mar Jonio ancora da scoprire. I parchi servono per proteggere i territori proprio dalle attività industriali impattanti, quali le attività petrolifere, non per fare una promozione a un territorio dove il fossile prevale sulla valorizzazione culturale.
Il golfo di Taranto e l’intero mar Jonio custodiscono enormi patrimoni archeologici della Magna Grecia, ancora da riportare alla luce per mancanza di fondi, come documentato nello studio scientifico “Archeomar” del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Le aree archeologiche sommerse nel mare meriterebbero di essere ricercate e portate alla luce visto l’intenso movimento marittimo che dal 300 al 600 a C. ci fu nel mar Jonio tra la Magna e la madre Grecia proprio su queste coste.
La leggenda vuole che proprio in questi luoghi ci sia stato l’affondamento di circa 300 navi inviate nel 377 a C. da Dioniso detto il Vecchio (430 a.c.367 a.C.) tiranno di Siracusa per sconfiggere la città di Thurii, proprio nel golfo dell’antica Sybaris. AL largo di Amendolara, nell’omonima secca denominata anche isola di Ogigia una nave della marina militare, durante alcune ricerche scientifiche rinvenne un’ancora di origini siracusane del IV secolo a.C. insieme con alcuni relitti lignei. Fonte (http://www.ulissecalipsoeogigia.altervista.org/ ). Tornando al progetto del pozzo Liuba in un caso raro italiano s’intende pescare idrocarburi a 4 Km di distanza con un pozzo orizzontale verticale dalla terra nelle acque del mar Jonio antistanti alla foce del fiume Crati. Acque dove la legge sul patto di stabilità 2016, lo ricordiamo a tutti, ha proibito di trivellare entro le 12 miglia dalla costa. Un progetto di perforazione posto sopra la falda unica della Sibaritide, un enorme lago sotterraneo di acqua dolce che costituisce la ricchezza di queste terre in un’area agricola di particolari eccellenze, come il riso e le clementine. Senza considerare gli effetti anche sulla pesca.
Il dopo Renzi del governo Gentiloni continua la sua politica energetica all’insegna del fossile e non della valorizzazione della Magna Grecia Jonica.

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