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“Matera Amore Mio”

Dobbiamo aiutare Matera ad uscire dal pantano. Lo dico con cognizione di causa avendo calcato i sassi anche in questa ultima campagna elettorale, per noi positiva, e avendo recepito le sue istanze. Città critica che denigrò Carlo Levi non riconoscendo il suo disperato grido e pianto di amore, boicottando la campagna elettorale per la costituente nel 1946, quando lo scrittore tornò in Basilicata per candidarsi nelle file di una lista di azionisti e repubblicani meridionali. Anche allora, per i notabili dei paesi della regione, Levi, colui che probabilmente aveva scritto il più grande atto d’amore nei confronti del mondo dei “Sassi” era considerato alla stregua di un “provocatore” e i suoi comizi andavano pertanto osteggiati.

Matera città difficile. Capace di andare contro corrente. Ricordate, infatti, il famoso “Mezzogiorno di fuoco” del’ 11 novembre del 1984? Matera era salita alla ribalta nazionale, perché nel feudo del potente viceré democristiano Emilio Colombo il partito da sempre al governo era stato mandato all’opposizione. Città, una delle perle della Basilicata, che, purtroppo, è inginocchiata di fronte ad una classe politica che l’ha depauperata e schiavizzata ad una logica di potere regionale che ne impedisce lo sviluppo. La nostra regione merita di più, dobbiamo rialzare la testa e dobbiamo dare una svolta al nostro futuro. Abbiamo bisogno di una classe dirigente che abbia a cuore i problemi del proprio popolo e che sappia scrollarsi da una politica pregiudiziale. Si deve attuare un governo di buonsenso. Bisogna tornare ad una politica che non sia un antagonismo non costruttivo, ma definizione di progetti comuni intesi a realizzare i desiderata della comunità.

CON AMORE

Adriana Domeniconi (Coordinatrice Donne Basilicata di Lega Salvini Premier)

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1 commento »

  1. Ci vogliono infrastrutture, infrastrutture, infrastrutture, ed una paccata di miliardi per realizzarle. Aerei, treni, alberghi, villaggi, ambiente ( Fuori Petrolio e Scorie), turismo, cultura ecc. Non è una cosa che può fare la regione, il governo centrale deve cambiare totalmente la priorità degli investimenti. Molto spassionatamente, anche se tutti la negano, siamo ancora alla politica dei Savoia

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