UN APPELLO ALLA POLITICA SANA PER IL RILANCIO DELLA SANITA’ E DEL BENE COMUNE

Da lucani, prima ancora che da imprenditori del settore sanitario, alcuni, con oltre 45 anni di attività alle spalle, avvertiamo il bisogno di lanciare l’ennesimo grido di allarme, sperando che almeno questa volta non resti inascoltato dalla Politica. Quella con la P maiuscola, che sembra aver abdicato al proprio ruolo.

La Sanità di Basilicata è allo sbando, per colpa di quella “impasse burocratica” alimentata da Direttori Generali del Dipartimento e qualche Dirigente delle Aziende sanitarie che in questi anni hanno puntualmente disatteso le direttive del Governo regionale, da un lato, e le sentenze della Magistratura amministrativa, dall’altro.

Ci spiace per Marcello Pittella, la cui sensibilità è sempre stata massima e l’impegno verso gli ultimi sincero e apprezzabile, ma la “zavorra” burocratica ne ha rallentato il passo, quando non ne ha vanificato del tutto la spinta riformista.

E’ bene che il Pd, con la sua classe dirigente, a tutti i livelli, se ne faccia una ragione: aver consentito a pochi dirigenti e direttori dipartimentali di fare il bello e cattivo tempo, contribuirà a far replicare alle prossime elezioni regionali il voto di protesta che, a livello nazionale, ha portato il 4 marzo scorso alla ascesa di grillini e leghisti.

Ci chiediamo: il mondo della Sanità privata, con le sue 60 imprese e gli oltre 1500 addetti che rischiano di perdere il posto di lavoro, con quale stato d’animo valuterà, nel segreto dell’urna, le continue umiliazioni (per non parlare di vere e proprie prese in giro) subite in questi anni? Cosa ne sarà dell’enorme patrimonio elettorale che il segretario Polese, il capogruppo regionale Giuzio, il presidente del Consiglio Santarsiero, i consiglieri Lacorazza, Robortella, Spada, gli assessori Castelgrande, Pietrantuono ,Cifarelli e Braia avranno contribuito a buttare alle ortiche?

Evitiamo, ovviamente, di chiamare in causa l’assessore, oltre che presidente pro tempore, Flavia Franconi: la sua presenza, in questa legislatura, è stata (ed è) del tutto inutile.

Altrimenti si sarebbe interrogata sulle ragioni che hanno indotto il suo Direttore Generale a considerare carta straccia l’atto deliberato in sede di Conferenza Stato-Regione il 24 novembre del 2016, quando fu approvato lo schema di mobilità sanitaria interregionale specialistica e ambulatoriale per medicina nucleare e dialisi oltre che per le attività oncologiche non sottoposte a tetto di spesa.

E che dire della nota Asp protocollo 63855 del 20 giugno 2018 riguardante il monitoraggio dell’andamento delle prestazioni, cioè dei tetti di spesa 2018?

Vogliamo ricordare che a tutt’oggi non sono stati firmati i contratti per l’anno in corso e che si continua ad operare sulla base di quello storico, ovviamente completamente esaurito quasi per tutte le strutture accreditate e contrattualizzate.

Sempre all’assessore Franconi – e attraverso di lei a tutto il governo regionale in carica – vogliamo poi ricordare che un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri stabilisce che per l’assistenza a particolari categorie, le Regioni potranno garantire servizi e prestazioni ulteriori rispetto a quelli già inclusi nei Lea, utilizzando risorse proprie. E le risorse economiche ci sono perché molte strutture sanitarie (clinica Luccioni ed altre) non le hanno potuto utilizzare. Forse già destinate per altri lidi pur attinenti la destinazione originaria del bilancio.

Si utilizzeranno queste risorse in modo congruo? Purtroppo, temiamo proprio di no!

Infine, un’ultima annotazione sul tema specifico della “dialisi”. 

Sfugge ai nostri ben pagati super-dirigenti – quelli che si ritrovano con incarichi aggiuntivi ben remunerati, pur in presenza di specifiche delibere di autorizzazioni ed accordi tra ASP-ASM, costruite ad ok – che le prestazioni di dialisi non sono a pagamento. Ma soprattutto queste prestazioni “salvavita” (vorrà pur dire qualcosa questa parola) non possono essere rifiutate mai. Pure quando i tetti di spesa risultano esauriti. Per non parlare di quando – come capita alla SM2 , per la sede di Policoro – questi tetti di spesa non sono mai stati assegnati, pur essendo originariamente previsti dall’apposito piano e dalla mappa di compatibilità (del.DGR 191/2014-2016) che ha esaurito la propria efficacia.

Purtroppo, anche in questo caso, le prese in giro sono state tante e dolorose. Inutili sono state le buone intenzioni e suggerimenti della IV commissione e di tanti Consiglieri Regionali e del Presidente Pittella che oltre alle buone intenzioni di risolvere un problema  a tutti i pazienti Lucani(vedi liste di attesa e sperperi economici nei presidi Ospedalieri),ha subito anche la beffa di pagare in prima persona, per presunta colpa dei suoi  Dirigenti e D.G. ,che hanno puntualmente disatteso le direttive impartite ,facenti capo ad un programma politico messo in atto per migliorare i servizi sanitari in Basilicata.

I Dirigenti di strutture complesse ed il Direttore del Dipartimento Sanità, purtroppo, hanno sempre masticato QUESITI,COMMA,CHIARIMENTI, DUBBI E INTERPRETRAZIONI su leggi nazionali e regionali disattendendo addirittura sentenze ed accordi con le organizzazioni del settore ,ignorando o facendo finta di non capire le DGR, Accordi Stato Regioni, i LEA (livelli essenziali di assistenza) extraLEA e quant’altro delle leggi regionali e determine .

Ogni Dirigente, Direttore Dipartimentale e Direttore di Unità complessa che non per merito si trova a quel posto, ha un suo protettore politico e PURTROPPO a pagarne le spese di questi giochetti elettorali e spartizioni di poltrone sono TUTTI i pazienti prima e i LUCANI , che pagano le tasse ed assistono a questo depredamento della sanità pubblica per il solo fine di conquistare postazioni elettorali che garantiscono le poltrone ed i riferimenti di servi sciocchi a servizio non del cittadino ma del politico di turno. PAGA SEMPRE CHI HA MENO COLPE E BUONE INTENZIONI.

 Ma soprattutto s’è capito che il “bene comune” è l’ultima delle preoccupazioni di un ceto burocratico che guarda solo ai propri interessi, come è emerso dalle intercettazioni effettuate dagli organi inquirenti nell’ambito della recente inchiesta sulla sanità materana che ha messo in chiaro, con tanta professionalità giuridica ed investigativa della Guardia di Finanza che il PAZIENTE affetto da cronicità e non è poco considerato dagli amministratori della pubblica sanità di Basilicata. Basta guardare i dati economici di quanto esborsa la Regione per la cura dei Lucani nelle altre Regioni d’ITALIA (circa 140 milioni di euro) per poi rifiutare le prestazioni di quei pazienti che vogliono curarsi in Basilicata e che magari arrivano in vacanza per Matera 2019 o per turismo estivo. Siamo unici per i record negativi per colpa di chi ?

Avere un  centro dialisi a Policoro significa rendere ancora più attrattiva, dal punto di vista turistico,  l’intera area del Metapontino, posto che per i dializzati la scelta di questa o quella località dipende solo ed esclusivamente dalla presenza di idonee strutture dialitiche e polifunzionali ambulatoriali.

Al danno, si unisce la beffa quando poi qualche dirigente amministrativo (i soliti!) arrogandosi competenze che non hanno sul piano “sanitario” mettono becco sul tipo di prestazione offerta, con l’intenzione di tagliare i rimborsi regolarmente dovuti o addirittura procrastinando il pagamento senza rendersi conto dei costi delle prestazioni e della qualità erogata  nei presidi ospedalieri senza tenere conto dei vecchi schemi di contratto e delle comuni leggi Europee che vengono applicate a piacimento una volta si e cento no perché a loro non conviene.

Ovviamente, amministrando le pubbliche risorse, tutti possono farsi belli, inseguendo progressi di carriera che solo una classe politica indifferente ai problemi della comunità può autorizzare.

Di questo passo, povera Basilicata, anche perché di qui scaturisce la differenza della qualità dei servizi offerti ai cittadini tra NORD e SUD del Paese.

Il tempo è maturo per le nuove generazioni di dirigenti e D.G., per uomini e donne nuovi che sappiano affrontare i problemi posti dalla modernità, per risollevare le sorti di questa Regione, ricca di risorse ambientali e naturali, con un capitale umano tutto da valorizzare e sfruttare, capace, intelligente ed onesto che ha a cuore il bene della Basilicata.

C I C A S 

Sanità Privata

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